La Galleria Vittorio Emanuele II è la più celebre galleria coperta di Milano, un'imponente struttura in ferro e vetro che collega Piazza del Duomo a Piazza della Scala nel cuore della città. Progettata dall'architetto Giuseppe Mengoni a seguito di un concorso di progettazione indetto nel 1861 — che attrasse proposte da figure di rilievo tra cui Emilio Alemagna ed Enrico Terzaghi — la proposta vincente di Mengoni si distingueva per la sua straordinaria ambizione: una galleria a doppia navata su quattro piani che si intersecano in una cupola ottagonale centrale, rivestita da una volta a botte in ferro e vetro nervato che inonda l'interno di luce naturale. I lavori presero avvio nel 1865 e la Galleria fu inaugurata nel 1877, rendendola una delle gallerie commerciali coperte più antiche al mondo. Il progetto costò la vita al suo stesso architetto: Mengoni cadde dalla cupola centrale pochi giorni prima dell'inaugurazione ufficiale, lasciando la città a piangere l'uomo la cui visione aveva trasformato una rete di strade medievali in un monumento della nuova nazione italiana.
La Galleria fu intitolata a Vittorio Emanuele II, primo re dell'Italia unita — una dichiarazione deliberata di orgoglio civico in un momento in cui Milano si affermava come moderna metropoli europea. I pavimenti sono decorati con elaborati mosaici geometrici raffiguranti gli stemmi delle quattro storiche capitali d'Italia: Roma, Firenze, Torino e Milano. Al centro dell'ottagono, il mosaico di un toro in carica ha dato origine a una superstizione locale: girare sul tallone del toro per tre volte porterebbe fortuna, un rituale che nei decenni ha consumato visibilmente il mosaico. Le lunette a volta sopra le arcate sono ornate da affreschi allegorici raffiguranti Europa, Asia, Africa e America, specchio della visione fiduciosa ed espansionistica dell'Italia ottocentesca.
I visitatori percorrono oggi un corridoio che ospita alcuni dei marchi del lusso più prestigiosi al mondo — Prada, Versace, Louis Vuitton e Gucci hanno qui i propri indirizzi flagship — accanto a istituzioni storiche come il Caffè Savini, attivo all'interno della Galleria dal 1867, e la pasticceria Marchesi 1824. La Galleria è da sempre il salotto di Milano: banchieri, frequentatori dell'opera diretti alla Scala e direttori di moda durante le settimane del design biannuali della città transitano tutti sotto i suoi bracci colonnati. L'acustica della cupola amplifica il brusio delle conversazioni fino a farne qualcosa di quasi architettonico.
L'ingresso alla Galleria è gratuito e rimane aperta tutto il giorno e la notte come via pubblica di transito, sebbene i singoli negozi e caffè osservino orari propri. La luce migliore per fotografare cade a tarda mattinata, quando i raggi del sole filtrano obliqui attraverso il tetto in vetro e illuminano il pavimento a mosaico. Se avete intenzione di indugiare su un espresso al Caffè Savini, aspettatevi prezzi all'altezza dell'indirizzo — un cappuccino al banco costa significativamente più che nei bar di quartiere, ma l'atmosfera, sotto arcate affrescate a pochi passi dal Duomo, giustifica il conto. Abbinate la visita al vicino Teatro alla Scala, la cui facciata neoclassica si affaccia sull'uscita nord della Galleria.