Il Castello Sforzesco è una delle cittadelle più grandi d'Europa, una massiccia fortezza in mattoni rossi che si erge al margine nord-occidentale del centro storico di Milano. Le sue origini risalgono al 1358, quando Galeazzo II Visconti fece costruire una residenza fortificata sul sito. Dopo un periodo di demolizione durante la breve Repubblica Ambrosiana, Francesco Sforza — che si impossessò del Ducato di Milano nel 1450 — ordinò una completa ricostruzione a partire dal 1451. Il risultato fu una nuova sede dinastica del potere che avrebbe definito Milano per secoli. L'iconica torre centrale, la Torre del Filarete, crollò nel 1521 a causa di un'esplosione di polvere da sparo e venne fedelmente ricostruita tra il 1900 e il 1905 dall'architetto Luca Beltrami, che guidò anche il più ampio restauro neo-rinascimentale del castello nel medesimo periodo.
Sotto Ludovico Sforza ("il Moro"), che governò dal 1481, il castello divenne una delle corti più brillanti dell'Italia rinascimentale. Leonardo da Vinci trascorse quasi due decenni a Milano — dal 1482 circa al 1499 — al servizio della corte come ingegnere e artista. Contribuì con affreschi ad alcune sale del castello, in particolare le decorazioni a intreccio di viti e gelsi sul soffitto della Sala delle Asse, che sopravvivono oggi in forma parzialmente restaurata. Il castello cadde in mano alle forze francesi nel 1499, ponendo fine al dominio sforzesco, e passò successivamente sotto il controllo spagnolo e poi austriaco, fino all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1796. Fungette da caserma militare per gran parte del XVIII e XIX secolo, subendo danni considerevoli prima della sua rinascita civica a cavallo del XX secolo.